Sogni di servire una birra, un vino o un kombucha dalla limpidezza cristallina, senza alcun deposito residuo? Quando tempo, freddo e agenti chiarificanti non bastano più, esiste una soluzione professionale e versatile: il filtro a piastre. Utilizzato alla fine del processo, appena prima dell’imbottigliamento, questo strumento trattiene meccanicamente le particelle in sospensione. Scopri la nostra guida per comprenderne il funzionamento, la versatilità e come scegliere il modello giusto.
Uno strumento universale: Birra, vino, kombucha, kefir e sidro
Sebbene molto apprezzato dai birrai, il filtro a piastre è un’attrezzatura versatile che si rivolge a tutti gli appassionati di bevande artigianali e fermentazioni domestiche. È lo strumento indispensabile per:
- Il vino: Per eliminare lieviti e sedimenti di fine affinamento e stabilizzare il vino prima dell’imbottigliamento.
- Kombucha e kefir: Per fermare la proliferazione eccessiva di lieviti e batteri, fissare il profilo aromatico e ottenere una bevanda limpida e brillante.
- Sidro e idromele: Per eliminare la torbidità proteica e garantire una limpidezza perfetta da un lotto all’altro.
Come funziona un filtro a piastre?
Il principio è semplice ma estremamente efficace. Il liquido viene spinto da una pompa integrata attraverso una serie di piastre in polimero alimentare, tra le quali vengono inseriti cartoni filtranti (o fogli filtranti) monouso.
Questi cartoni agiscono come un setaccio ultra‑fine. A seconda della porosità scelta, espressa in micron, trattengono residui vegetali, proteine pesanti e la grande maggioranza delle cellule di lievito. Il liquido esce immediatamente brillante e trasparente dall’altro lato del circuito.
Il segreto meccanico: A cosa serve il numero di piastre?
Un concetto tecnico fondamentale per non sbagliare acquisto: il numero di piastre non cambia la finezza della filtrazione. Che tu abbia 6 o 18 piastre, se utilizzi cartoni da 1 micron, la filtrazione sarà esattamente di 1 micron.
In realtà, aumentare il numero di piastre aumenta la superficie totale di filtrazione. Questo ha due effetti principali:
- La velocità (Portata oraria): Più piastre ci sono, più rapidamente il liquido attraversa il filtro. Risparmi tempo prezioso.
- La capacità volumetrica: Maggiore è la superficie, più sedimenti il filtro può assorbire prima che i cartoni si saturino (si intasino). Per filtrare 100 litri di bevanda, serviranno più piastre rispetto a un piccolo lotto da 20 litri.
I modelli di punta della gamma Colombo
Per soddisfare tutte le esigenze di tempo e volume, la gamma Colombo si impone come riferimento del settore grazie alla pompa integrata e alla struttura robusta in acciaio inox:
- Colombo Inox 6 (6 piastre): Il modello ideale per principianti, micro‑lotti o produttori di kombucha e kefir che lavorano su piccoli volumi (portata fino a 200‑250 L/h). Compatto e molto conveniente.
- Colombo Inox 12 (12 piastre): L’equilibrio perfetto per birrai e vignaioli abituali che trattano volumi intermedi (fino a 300‑500 L/h). Un eccellente compromesso tra velocità e ingombro.
- Colombo Inox 18 (18 piastre): Potenza di livello professionale (portata fino a 550‑800 L/h). Progettato per chi desidera filtrare grandi volumi in tempi record senza rischiare la saturazione a metà trasferimento.
I diversi livelli dei cartoni filtranti
La scelta del cartone dipende dal risultato visivo desiderato e dalla natura della bevanda:
| Tipo di cartone | Porosità approssimativa | Obiettivo principale |
|---|---|---|
| Sgrossatura (Grossolana) | 4 a 10 micron | Elimina i depositi di lievito e i residui più grossolani. Fase indispensabile prima della filtrazione fine. |
| Chiarifica (Fine) | 1 a 3 micron | Trattiene quasi tutti i sedimenti per una brillantezza visiva “commerciale”. |
| Sterilizzante (Ultra‑fine) | 0,2 a 0,8 micron | Blocca batteri e lieviti per arrestare immediatamente la fermentazione. Attenzione: impedisce qualsiasi rifermentazione naturale in bottiglia. |
Consigli del team Rolling Beers
Per prolungare la vita dei tuoi cartoni filtranti, ti consigliamo di procedere per fasi se il liquido è molto carico. Un primo passaggio con sgrossatura grossolana seguito da un secondo con chiarifica fine eviterà di intasare i cartoni fini in pochi minuti. Inoltre, fai circolare un po’ di acqua sterile o soluzione disinfettante per inumidire e purgare l’aria dai cartoni prima di inviare la bevanda, evitando così qualsiasi ossidazione!
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